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La Memoria della Salute

Cartolina anni 1960/70. Passo carraio, portineria e padiglione d’ingresso (a destra dell’ingresso, vicino al canale, il tiglio di cui si parla).

di Graziano Benedetti

All’ombra del grande tiglio che sorvegliava l’ingresso della cittadella della salute di
Monfalcone, si poteva osservare il maestoso portale con la scritta “Ospedale civile”.
All’interno palazzine con i vari reparti e un gran via vai di gente, un giardino, una piccola
chiesa…
Oggi tutto questo è solo un ricordo.

“Una Fabbrica sul Mare” di Paolo Fragiacomo

di Ana Maria Sanfilippo

“Una Fabbrica sul Mare” di Paolo Fragiacomo è un ottimo volume per avvicinarsi alla scoperta della storia del cantiere navale di Monfalcone e del suo villaggio operaio.

Edito dal Consorzio Culturale del Monfalconese nel 2016, questo libro rappresenta una risorsa essenziale per chi volesse iniziare a comprendere maggiormente la storia dietro ad uno degli stabilimenti navali più importanti d’Italia.

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Cacciatori di Memorie

Cacciatori di memorie, un archivio di Comunità.

CACCIATORI DI MEMORIE è un progetto promosso e realizzato dall’ Ecomuseo Territori. Genti e memorie tra Carso e Isonzo in collaborazione con le tante associazioni presenti sul territorio ma anche con le tante persone che vogliono condividere la memoria di una comunità mettendo adisposizione documenti, pubblicazioni, diari, lettere, testimonianze audio oppure video- registrate, vecchi filmati amatoriali, oggetti, fotografie che contribuiscono ad alimentare l’Archivio della Memoria del Consorzio Culturale del Monfalconese.

Il distintivo del Vigile Urbano

di Pietro Commisso

Giocchino Bolletti fu una delle vittime dell’esplosione verificatasi in Galleria Rifugio nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1945. Guardia Campestre del Comune con compito di presidio presso l’ingresso del ricovero antiaereo, venne ritrovato senza vita all’esterno dell’ingresso “lato Carso” della Galleria Rifugio a seguito dello “spostamento d’aria” provocato dalla potentissima deflagrazione. Questo era uno dei suoi fregi da cappello.
Archivio del CCM, fondo Alberta Bolletti

L’esplosione verificatasi nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1945 richiese un altissimo tributo di sangue monfalconese. A seguito della tragedia i superstiti furono sottoposti a processo dal Governo Militare Alleato ma non è stato possibile, ad oggi, reperire ulteriori ragguagli a riguardo.
Nonostante non sia perciò possibile stabilire con esattezza quanti “recuperanti” trovarono la morte all’interno della Galleria Rifugio (si stima possano essere almeno 10 vittime), cinque persone vennero raccolte all’esterno dell’ingresso “lato Carso” della Galleria Rifugio. Nonostante l’estrema violenza dello spostamento d’aria che li uccise fu possibile procedere al loro riconoscimento: uno di essi era Gioacchino Bolletti, una delle Guardie Campestri del Comune di Monfalcone, posto a presidio dell’ingresso del ricovero sin dall’inizio di agosto di quell’anno.
Una delle sue figlie, Alberta Bolletti, ha conservato il distintivo da cappello del padre, assieme alle foto che arricchiscono questo articolo. Gioacchino Bolletti non fu l’unica vittima dell’esplosione di ordigni bellici occorsa nello svolgimento del proprio lavoro: poco più di un mese più tardi, il 29 settembre 1945, al ponte del Lisert avvenne la più grande tragedia della storia del Nucleo Rastrellatori Bombe del Governo Militare Alleato di Trieste dove morirono 16 operatori triestini e il militare inglese alla guida del camion che trasportava gli ordigni. Tragedie di questo genere si susseguirono nei primi anni del secondo dopoguerra in tutto il territorio dell’allora Provincia di Trieste.

Guerra e dopoguerra nei miei ricordi. 1940-1947, di Pierpaolo Vidali

di Ana Maria Sanfilippo

Le vicende inerenti la Seconda guerra mondiale sono state largamente raccontate per quanto concerne i grandi eventi, eppure una parte sostanziale della memoria che, ancora oggi, possiamo continuare a tramandare di tali accadimenti è dovuta, principalmente, al ricordo di coloro che, all’epoca dei fatti, erano ancora bambini.

Proprio all’interno di questo contesto si situa la storia di Pierpaolo Vidali.

Sagrado e la sua storia

di Ana Maria Sanfilippo

Tra le diverse pubblicazioni edite dal Consorzio Culturale del Monfalconese, particolare attenzione merita la ristampa anastatica del volume “Sagrado e la sua storia”, scritto originariamente da Carlo Luigi Bozzi nel 1969 ed edito dalla Pro Loco su volontà dell’Amministrazione cittadina dell’epoca.

Il libro, ristampato una prima volta nel 1986, trova infine in questa edizione del 2006 un suo definitivo corpo rappresentando, ancora, un completo studio sulla realtà sagradese.

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Nei Prati del Territorio

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di Graziano Benedetti

Più che un libro possiamo definirlo un manuale di botanica popolare del Territorio.

Nel 2000 il compianto Dario Blasich con le pregevoli illustrazioni di Alfio Scarpa e con la collaborazione degli studenti dei corsi di botanica dell’Università della terza età del monfalconese (di cui Blasich era docente) pubblicò “Il quaderno delle buone erbe” che in 165 pagine – per i tipi del Consorzio Culturale del Monfalconese – ha analizzato le principali essenze botaniche spontanee del territorio tra i fiumi Isonzo e Timavo.

Ma nel libro non si elencano solo le essenze.

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Idee intorno ad un museo per la storia della città dei cantieri: ventisette anni dopo

di Ana Maria Sanfilippo

All’interno del IX numero della rivista “Il Territorio”, nell’edizione dell’anno 1998, un interessante articolo della studiosa Franca Marri raccoglieva diverse testimonianze ed ipotesi per l’istituzione futura di un museo da dedicare alla storia della cantieristica locale. All’interno di tale contributo, veniva paventata la possibilità di creare un vero e proprio polo, legato alla produzione cantieristica da un lato e alla storia della comunità di Panzano e, più in generale di Monfalcone, dall’altro.

Ancora nello stesso numero della rivista, la studiosa Fulvia Albanese, invece, proponeva un percorso didattico per la valorizzazione ed il mantenimento del villaggio operaio di Panzano. Esso, concepito attraverso una lezione teorica, una visita guidata ed un momento di verifica, metteva a confronto varie tematiche capitali per la comprensione storica della struttura urbana specifica di Panzano.

A distanza di ventisette anni da quelle prime proposte, il presente articolo ha l’obiettivo di verificare quali auspici sono stati effettivamente compiuti e qual è, attualmente, lo stato dell’arte a proposito del sistema museale monfalconese riferito alla cantieristica ed al villaggio operaio di Panzano.

La seggiola di Lucia Miniussi

Lucia Miniussi con il fidanzato e futuro marito, Torquato Settomini (all'epoca sottuficiale della Regia Aeronautica) a Ronchi dei Legionari nel 1941. Archivio privato Magda Settomini

di Pietro Commisso

Lucia Miniussi era, nel 1944, una giovane monfalconese impiegata come segretaria presso uno studio legale della città. Le sue memorie riguardanti gli anni dell’occupazione germanica di Monfalcone rappresentano, attraverso le righe del suo diario dell’epoca, una testimonianza incredibile degli anni del secondo conflitto mondiale.

Trame di Salici: quando l’intreccio diventa comunità

di Devid Strussiat

Un progetto che intreccia memoria, paesaggio e saperi artigianali legati al salice, pianta simbolo del territorio dell’Isonzo.
“Trame di Salici” racconta una tradizione quasi dimenticata e il suo possibile futuro, tra educazione, arte ambientale e cura dei luoghi.
Dalle storie dei cestai di Fogliano alle nuove pratiche ecologiche condivise con la comunità.