Rubriche

Home Rubriche

Altrove/Elsewhere

Altrove/Elsewhere è il titolo del Volume che il Consorzio Culturale del Monfalconese ha dato alle stampe nel marzo 2017, alla chiusura dell’omonima mostra, a cura di Paolo Malni, tenutasi presso la Sala Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia dal 29 novembre 2016 al 26 febbraio 2017.
I testi del Volume, in italiano e in inglese, riprendono in larga misura quelli della mostra, così come i materiali iconografici.

“Altrove” indica distanza e una condizione: quella percorsa e vissuta dai profughi della Venezia Giulia e del Confine Orientale in fuga dalle terre natìe attraversate, improvvisamente, dalla linea del fronte della Grande Guerra.
Quella grande tragedia che fu correttamente definita “suicidio d’Europa” inizia per le popolazioni del Litorale austroungarico all’esplodere dei colpi di Gavrilo Princip a Sarajevo il 28 giugno 1914: il feretro contenenti i corpi dell’Arciduca Francesco Ferdinando d’Este e della moglie Sofia che attraversa le strade di Trieste non è che il primo, oscuro presagio di ciò che sarebbe accaduto il 28 luglio successivo.

La Galleria Rifugio di Monfalcone prima che diventasse mainstream (Prima parte)

di Pietro Commisso

Una leggenda metropolitana (di Provincia) della “Monfalcone – Far West”

Nasco come appassionato di storia militare della Grande Guerra, un argomento che ho considerato per anni nevralgico per delineare e comprendere molti caratteri fondamentali della Comunità cui appartengo.

Questo anche prima di iniziare a capirci qualcosa.

Il Territorio della Bisiacaria, come quelli limitrofi, è tuttora segnato dalle tracce di quell’immane tragedia, tanto che non occorre allontanarsi dal sentiero segnato per accorgersi di fenditure nel terreno di indubbia natura antropica e indiscutibilmente bellica. I paesi ne censiscono ancora molte, sia in pianura che nell’altopiano: maledette e bramate un tempo, trascurate e imbonite alla meglio poi, furono per decenni mete di curiosi, spesso mal giudicati dall’opinione pubblica del borgo limitrofo. Sonai, questo il giudizio perentorio. A volte lo erano, molto spesso no.

Infine, furono “scoperte “dagli esperti di turno: appena in tempo per il centenario della loro costruzione. Centenario che nel bombardamento a tappeto di pubblicazioni, conferenze, simposi, festival, manifestazioni è stato – spesso – incapace di spiegare.

A leggiucchiare, inoltrandosi nell’argomento Grande Guerra, ci si accorge che è impossibile evitare termini geomorfologici: doline, grotte. Poi, grotte riadattate, ampliate, o costruite ex novo coi denti delle perforatrici o il potere dirompente dell’esplosivo. La guerra necessitava di prontezza ed efficienza di tipo militare, non poteva certo aspettare le ere geologiche necessarie alle gocce d’acqua per sciogliere la roccia.
La tecnologia del ‘900, tutta, riportò gli uomini in divisa a vivere nelle caverne. Novella Preistoria. Di nuovo.
Barbaria Antica recitava una stele commovente e carica di retorica e ciò a cui alludeva non era dissimile all’argomento in oggetto.

Ma le Barbarie non sono anche molti valori umani primigeni?

Al pare Toni. 100 anni dei Volpati in terra bisiaca

La storia di una famiglia può diventare l’occasione per ripercorre la storia di una comunità. Quella della famiglia Volpato, raccontata attraverso le memorie dei discendenti del “pare Toni”, che nel 1919 si trasferisce dal Veneto in Bisiacaria con la moglie Dosolina, diventa in controluce la storia della Bisiacaria nel Novecento. Attraverso le diverse case, o meglio, i diversi “curtivi”, dove la famiglia trova abitazione, vengono ripercorse le difficoltà e le gioie di una famiglia che si allarga, ottiene soddisfazioni grazie al duro lavoro, partecipa alle attività della comunità locale mettendo forti radici. Il lavoro, da quello dei campi a quello in Cantiere, come anche le vicende politiche, anche tragiche, si intrecciano alla vita quotidiana: un racconto vivo, fatto di parole e immagini.

La Memoria della Salute

Cartolina anni 1960/70. Passo carraio, portineria e padiglione d’ingresso (a destra dell’ingresso, vicino al canale, il tiglio di cui si parla).

All’ombra del grande tiglio che sorvegliava l’ingresso della cittadella della salute di
Monfalcone, si poteva osservare il maestoso portale con la scritta “Ospedale civile”.
All’interno palazzine con i vari reparti e un gran via vai di gente, un giardino, una piccola
chiesa…
Oggi tutto questo è solo un ricordo.

L’anima poetica di Walter Dusatti

di Pier Maria Miniussi


Walter Dusatti, Le parole de dentro, Ronchi dei Legionari, Consorzio Culturale del Monfalconese, 2025


Chi oggi prendesse in mano una delle prime copie de “La Cantada”, faticherebbe a riconoscere la rivista che da settant’anni accompagna il Carnevale monfalconese: più che dal formato gigante, dalla carta e dall’impaginazione, che le fanno assomigliare ad un quotidiano del tempo, sarebbe disorientato dai contenuti dei testi, seriosi per non dire intellettualistici e quasi tutti in italiano, e dalla mancanza delle vignette, punto di forza della “Cantada” di oggi. Su quelle pagine fanno eccezione le vivaci strofette in bisiaco di un giovane Walter Dusatti (Carneval, I sogni de Gildo, La maldicenza), che già dimostrano una felice disposizione per composizioni più complesse ed articolate della lirica breve.

1914 – 1918 Scampare la Guerra

L’annata 1994 rappresenta un anniversario. La cupaggine provocata dal vicino conflitto che insanguina l’ex Jugoslavia stempera gli entusiasmi a riguardo di una Europa in continuo divenire, un “EST” che punta al “WEST” quantomai, forse illusoriamente, lontana dall’Europa di ottant’anni prima.
Eppure i Balcani tristemente (e nuovamente) in fiamme e alcuni reduci della Grande Guerra ancora in vita pongono quesiti.
Il Centro Culturale Pubblico Polivalente non è nuovo all’argomento della Grande Guerra e il “Quaderno del Territorio” N° 11 trae le sue origini dall’omonimo seminario “Scampare la Guerra” svoltosi presso la biblioteca di Fogliano Redipuglia nel dicembre 1991. Dato alle stampe nel 1994, il “Quaderno” non ha intenzioni revivalistiche neppure se pubblicato in un anniversario “a cifra tonda”. Tutt’altro.

Cacciatori di Memorie

Cacciatori di memorie, un archivio di Comunità.

CACCIATORI DI MEMORIE è un progetto promosso e realizzato dall’ Ecomuseo Territori. Genti e memorie tra Carso e Isonzo in collaborazione con le tante associazioni presenti sul territorio ma anche con le tante persone che vogliono condividere la memoria di una comunità mettendo adisposizione documenti, pubblicazioni, diari, lettere, testimonianze audio oppure video- registrate, vecchi filmati amatoriali, oggetti, fotografie che contribuiscono ad alimentare l’Archivio della Memoria del Consorzio Culturale del Monfalconese.

“Una Fabbrica sul Mare” di Paolo Fragiacomo

“Una Fabbrica sul Mare” di Paolo Fragiacomo è un ottimo volume per avvicinarsi alla scoperta della storia del cantiere navale di Monfalcone e del suo villaggio operaio.

Edito dal Consorzio Culturale del Monfalconese nel 2016, questo libro rappresenta una risorsa essenziale per chi volesse iniziare a comprendere maggiormente la storia dietro ad uno degli stabilimenti navali più importanti d’Italia.

Scopri la nostra recensione!

La Bisiacaria

Cos’è la Bisiacaria? La domanda, apparentemente semplice, nasconde notevoli complessità. E prima ancora bisognerebbe chiedersi cos’è il “bisiàc”. Senza addentrarci nel terreno dell’etimologia del termine “bisiàc”, bisogna necessariamente osservare che le sue prime (e sporadiche) attestazioni risalgono a metà Ottocento. Silvio Domini e Aldo Miniussi sostengono che il termine “Bisiacaria” sia stato quasi sicuramente coniato da Enrico Marcon nel corso del Novecento. Proviamo allora a fare alcune considerazioni in margine alla domanda iniziale…

PREVAL – Atti del convegno

Fra le pubblicazioni del Consorzio Culturale del Monfalconese va annoverato il volume (del 2014) degli atti dell’importante convegno “Natura e agricoltura nel Collio Goriziano – Il Preval” svoltosi a San Floriano del Collio nel 2012.

Scopri di più!