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Trame di Salici: quando l’intreccio diventa comunità

di Devid Strussiat

Un progetto che intreccia memoria, paesaggio e saperi artigianali legati al salice, pianta simbolo del territorio dell’Isonzo.
“Trame di Salici” racconta una tradizione quasi dimenticata e il suo possibile futuro, tra educazione, arte ambientale e cura dei luoghi.
Dalle storie dei cestai di Fogliano alle nuove pratiche ecologiche condivise con la comunità.

PREVAL – Atti del convegno

di Graziano Benedetti

Fra le pubblicazioni del Consorzio Culturale del Monfalconese va annoverato il volume (del 2014) degli atti dell’importante convegno “Natura e agricoltura nel Collio Goriziano – Il Preval” svoltosi a San Floriano del Collio nel 2012.

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Guerra e dopoguerra nei miei ricordi. 1940-1947, di Pierpaolo Vidali

di Ana Maria Sanfilippo

Le vicende inerenti la Seconda guerra mondiale sono state largamente raccontate per quanto concerne i grandi eventi, eppure una parte sostanziale della memoria che, ancora oggi, possiamo continuare a tramandare di tali accadimenti è dovuta, principalmente, al ricordo di coloro che, all’epoca dei fatti, erano ancora bambini.

Proprio all’interno di questo contesto si situa la storia di Pierpaolo Vidali.

La bicicletta per scoprire e far crescere il territorio

di Francesco Furlan


Attivista ambientalista per la promozione dell’uso della bicicletta come forma di sviluppo sostenibile e di scoperta del territorio, da tre anni organizza uno dei principali “bike trail” italiani: un percorso a cavallo del confine italo-sloveno che permette a partecipanti di tutta Italia e dei vicini paesi europei di conoscere la parte più selvaggia del Carso e i suoi dintorni. Con l’obiettivo, tramite la fatica condivisa, la bellezza della natura e la scoperta di culture diverse, di avvicinare popoli e valorizzare le aree interne.

La relazione del territorio bisiaco con la bicicletta è sempre stata stretta e vitale. Nel secondo dopoguerra, con i primi risparmi e il diffondersi del benessere, la bici divenne una risorsa preziosa per migliorare la vita quotidiana, nelle aree urbane come in quella rurali. Permetteva di trasportare merci, raggiungere luoghi di lavoro più lontani, spostarsi con autonomia: un progresso semplice ma essenziale.
Solo in seguito, con il consolidarsi del benessere economico, la bicicletta è diventata anche simbolo di libertà, tempo libero e vita all’aria aperta.

Monfalcone, Via Rossini 1 – l’Ospedale che non c’è più

di Edi Maurizio Fedel

Ogni tanto, percorrendo a piedi Via dell’Istria, strada di recente realizzazione che, attraversando l’area su cui sorgeva l’Ospedale, collega Via Rossini a Via Aquileia, mi soffermo ad osservare i grandi alberi, alcune nuove costruzioni e, lì accanto, in un’area recintata, le macerie dell’Ospedale, rimaste sul campo e diventate colline alberate. In quelle colline c’è il “corpo” e la storia di quelli che furono i reparti di Chirurgia, Ortopedia, Ostetricia-Ginecologia e Pediatria. Osservando qua e là, ho tentato di collocare ciò che c’era e non c’è più, tranne la chiesetta che, in rovina totale, è ancora lì, “agonica”, quasi “morta”. Da sotto il filare dei platani, ormai centenari, l’immaginazione mi ha condotto a rivedere, sulla destra, i padiglioni di Ortopedia e di Ostetricia/Pediatria; davanti, invece, la cucina e la lavanderia, sulla sinistra i padiglioni, vecchio e nuovo, di Chirurgia, alle spalle Medicina e Radiologia. Nel giardino l’astrazione fantastica mi è apparsa come un’infinita animazione umana ed animale, qualche camice bianco che attraversava il giardino da parte a parte, alcune persone ricoverate che, nella bella stagione, sedevano sulle panchine coi i visitatori, uccelli canori, liberi e nelle gabbie, diffondevano il loro canto tra la vegetazione. Ho immaginato, purtroppo, ciò che nella realtà non è più tangibile, se non in qualche risparmiata essenza arborea, che profumava di tiglio, calicantus, o altro, nell’avvicendarsi delle stagioni. 

Il crescente turismo del Collio

di Viola Perissutti

Tra Italia e Slovenia si estende una verdeggiante area collinare che ignora i confini politici: il Collio.
Questa mezzaluna di terra stretta tra mare e montagne, pettinata dai vigneti terrazzati e intervallata da sentieri sterrati e cantine storiche, oltre a vantare una prestigiosa e consolidata reputazione nella produzione vinicola, sta diventando un territorio che, sempre di più, contribuisce a definire l’identità economica della nostra regione.

La Memoria della Salute

Cartolina anni 1960/70. Passo carraio, portineria e padiglione d’ingresso (a destra dell’ingresso, vicino al canale, il tiglio di cui si parla).

di Graziano Benedetti

All’ombra del grande tiglio che sorvegliava l’ingresso della cittadella della salute di
Monfalcone, si poteva osservare il maestoso portale con la scritta “Ospedale civile”.
All’interno palazzine con i vari reparti e un gran via vai di gente, un giardino, una piccola
chiesa…
Oggi tutto questo è solo un ricordo.

Il Tesoro di San Canzian d’Isonzo: Archeologia e Cristianesimo alle Origini

di Ana Maria Sanfilippo

Ricostruire la storia di luoghi che oggi rischiano di passare inosservati o che, per lo meno, appaiono immutabili in virtù della loro vicinanza e famigliarità, è uno dei principi che muove il Consorzio Culturale del Monfalconese, da un punto di vista sia culturale che sociologico.

In questo contesto è possibile collocare «Ad Aquas Gradatas. Segni Romani e Paleocristiani a San Canzian d’Isonzo», una delle pubblicazioni più interessanti che hanno segnato la storia editoriale dell’allora CCPP – Centro Culturale Pubblico Polivalente e della storica rivista «Il Territorio».

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“Una Fabbrica sul Mare” di Paolo Fragiacomo

di Ana Maria Sanfilippo

“Una Fabbrica sul Mare” di Paolo Fragiacomo è un ottimo volume per avvicinarsi alla scoperta della storia del cantiere navale di Monfalcone e del suo villaggio operaio.

Edito dal Consorzio Culturale del Monfalconese nel 2016, questo libro rappresenta una risorsa essenziale per chi volesse iniziare a comprendere maggiormente la storia dietro ad uno degli stabilimenti navali più importanti d’Italia.

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L’anima poetica di Walter Dusatti

di Pier Maria Miniussi


Walter Dusatti, Le parole de dentro, Ronchi dei Legionari, Consorzio Culturale del Monfalconese, 2025


Chi oggi prendesse in mano una delle prime copie de “La Cantada”, faticherebbe a riconoscere la rivista che da settant’anni accompagna il Carnevale monfalconese: più che dal formato gigante, dalla carta e dall’impaginazione, che le fanno assomigliare ad un quotidiano del tempo, sarebbe disorientato dai contenuti dei testi, seriosi per non dire intellettualistici e quasi tutti in italiano, e dalla mancanza delle vignette, punto di forza della “Cantada” di oggi. Su quelle pagine fanno eccezione le vivaci strofette in bisiaco di un giovane Walter Dusatti (Carneval, I sogni de Gildo, La maldicenza), che già dimostrano una felice disposizione per composizioni più complesse ed articolate della lirica breve.