di Devid Strussiat
Un progetto che intreccia memoria, paesaggio e saperi artigianali legati al salice, pianta simbolo del territorio dell’Isonzo.
“Trame di Salici” racconta una tradizione quasi dimenticata e il suo possibile futuro, tra educazione, arte ambientale e cura dei luoghi.
Dalle storie dei cestai di Fogliano alle nuove pratiche ecologiche condivise con la comunità.
Il progetto “Trame di Salici”, curato dall’associazione Ecopark ETS – conosciuta per il festival di arti nella natura AESON – nasce circa tre anni fa su impulso degli associati e degli amici di AESON, con il desiderio di riscoprire una delle piante simbolo del nostro territorio: il salice.

Nel territorio dell’Isonzo, con fulcro nell’area di Fogliano, la coltivazione del salice e l’arte della cesteria hanno rappresentato per secoli un’attività fondamentale per la sussistenza delle comunità locali e un modello sia per l’allora Impero Austriaco che per il vicino Friuli e Veneto. I cesti servivano per il lavoro agricolo, per la pesca, per la raccolta e il trasporto: oggetti quotidiani, essenziali, che univano funzionalità e sapere artigianale. Il Consorzio Cestai di Fogliano ha avuto un ruolo centrale nell’organizzazione e nella valorizzazione di questo distretto produttivo, contribuendo a strutturare e innovare un’economia locale fondata su competenze tramandate di generazione in generazione. A partire dalla seconda metà del Novecento, tuttavia, con l’industrializzazione e l’introduzione dei materiali plastici, questa tradizione ha conosciuto un progressivo declino.

Oggi “Trame di Salici” si propone di riattivare non solo l’arte dell’intreccio, ma anche un modo diverso di abitare e prendersi cura del paesaggio. Intrecciare significa tornare a osservare i cicli stagionali, conoscer le piante, frequentare rive e campi, ristabilire un legame concreto tra gesto, materia e territorio: sviluppare cioè una consapevolezza ecologica contemporanea che fonda il suo senso nella nostra storia.
In questi anni il progetto ha avviato la raccolta di memorie e testimonianze legate all’antico distretto della cesteria di Fogliano, incontrando artigiani, famiglie e custodi di saperi. Sono stati realizzati incontri propedeutici con le scuole del territorio per reintrodurre l’arte manuale dell’intreccio, rispondendo a un bisogno espresso dalle stesse comunità educanti, sempre più attente alla carenza di manualità nelle giovani generazioni. Parallelamente, sono nate opere di arte ambientale in dialogo con il paesaggio fluviale e momenti di approfondimento etno-botanico dedicati al salice, alla sua ecologia e ai suoi usi tradizionali.
Attraverso l’azione “Adotta un salice”, il progetto promuove inoltre la piantumazione e la diffusione di talee donate a cittadini e famiglie, affinché il salice torni a essere presenza viva e condivisa nel territorio. “Trame di Salici” intreccia così memoria, educazione e cura del paesaggio, riattivando un patrimonio materiale e immateriale che appartiene alla comunità del Monfalconese.
