di Viola Perissutti
Tra Italia e Slovenia si estende una verdeggiante area collinare che ignora i confini politici: il Collio.
Questa mezzaluna di terra stretta tra mare e montagne, pettinata dai vigneti terrazzati e intervallata da sentieri sterrati e cantine storiche, oltre a vantare una prestigiosa e consolidata reputazione nella produzione vinicola, sta diventando un territorio che, sempre di più, contribuisce a definire l’identità economica della nostra regione.
Marketing vinicolo, turismo di lusso e soprattutto enoturismo, ossia l’esperienza che abbina la degustazione delle produzioni vinicole locali alla visita dei luoghi di produzione, alla conoscenza della loro cultura e delle loro tradizioni, stanno mettendo in evidenza la capacità del Collio di rispondere a una domanda turistica in crescita, alla ricerca di esperienze autentiche e soprattutto attenta alla sostenibilità.
Partiamo con un po’ di storia: in molti fanno risalire la ricca tradizione vitivinicola del Collio all’epoca romana, per poi parlare di un crocevia di popoli e culture (veneziani, austriaci e sloveni) che ha lasciato la propria impronta in una terra di confine dove tutt’ora convivono italiani e sloveni.
Un’attenzione particolare va riservata al terreno e al microclima di queste terre: la cosiddetta “ponca” – una miscela di argilla calcarea e arenaria che è ricca di minerali – esalta il profilo aromatico delle uve, mentre la posizione geografica del Collio, protetto dalle Alpi e vicino al mar Adriatico, permette di avere un clima ideale per la coltivazione di alcuni dei vitigni più famosi d’Italia. Tra i più celebri vini spiccano i bianchi freschi ed eleganti come il Friulano, la Ribolla Gialla e la Malvasia.


Questo angolo idilliaco del Friuli, dai paesaggi pittoreschi e dai rigogliosi vigneti, negli ultimi anni è stato fondamentale non più soltanto per la produzione di vini, ma anche per il turismo economico della regione. Se un tempo le esperienze offerte più comuni si limitavano a visite guidate e degustazioni nelle cantine, accanto a queste, negli ultimi anni, tutto il territorio è stato trasformato dal crescente turismo che lo sceglie come destinazione: ristoranti, hotel a 4 stelle o più, luoghi esclusivi dove fare aperitivo accompagnati dalla dolce vista sulle colline verdeggianti, da cui si vede fino al mare. È come se il vino avesse fatto scoprire l’ineguagliabile bellezza del territorio in cui nasce: secondo quanto riportato dall’Assessore regionale al turismo Bini, nel 2025 il turismo nel Collio è cresciuto del 12,5%.
Il Consorzio Collio, nato nel 1964 per valorizzare ed esaltare il patrimonio vinicolo del territorio, è stato fondamentale a determinare l’identità “visiva” del Collio e pubblicizzarlo.
Sul suo sito, inoltre, guida i visitatori attraverso i “top punti d’interesse”, ideali per un tour alla scoperta della regione: si parte dal cuore pulsante di Cormons, si attraversa Capriva del Friuli, passando per Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Lucinico, Mossa, Oslavia e San Floriano del Collio.
Così, il Collio è diventato anche terra d’elezione per camminatori, cicloturisti e per chiunque ami spostarsi lentamente per godere di tutto quello che queste colline hanno da offrire.
Proprio da qui è nata anche l’idea della pista ciclabile “Slow Collio”, un suggestivo percorso pianeggiante che si articola tra Cormons, Capriva e Mossa. Un’esperienza volta a promuovere la mobilità sostenibile e a valorizzare la bellezza paesaggistica, tra le colline e i vigneti, adatta a famiglie e cicloturisti desiderosi di scoprire, lentamente e immersi nel verde, il nostro territorio. Parte dal Castello di Spessa (a Capriva del Friuli) e si sviluppa poi con diverse aree di sosta con tavoli e strutture seminate un po’ ovunque lungo le piste.
Famosi sono i sentieri da percorrere anche a piedi, come quello delle Vigne Alte, immersi nel verde e nel silenzio, in un percorso che in poco più di tre chilometri conduce dal maneggio de La Subida al Castello di Spessa.
Per chi vive qui, l’equilibrio armonioso che si crea tra uomo e ambiente è un valore quotidiano; per i turisti, passeggiare tra colline e piccoli borghi può essere un’esperienza rigenerante. Il Collio non è solo è una meta di lusso discreto e raffinato, ma anche un invito a rallentare e lasciarsi cullare da un paesaggio che, una volta conosciuto, difficilmente si dimentica.
